L’ultimo messaggio di questo blog?

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*** Nota di servizio questo blog non è più in uso. Il nuovo blog è J.L.Marshall.it ***


Ebbene si: come tutte le cose, anche questo blog ha fatto il suo ciclo.

Il mondo sembra davvero fatto a cicli.
Le cose iniziano, crescono, poi scendono, e vanno portate a compimento.

La vita stessa è un grande (dal nostro punto di vista) ciclo.

Una delle cose che ho capito in questi anni di business online (e non solo), è che la tua mente può gestire un numero massimo di “CICLI” aperti.

I cicli sono cose che, comunque vadano, ad un certo punto vanno chiusi SE…

… se vuoi lasciare spazio a cose nuove, ad iniziare nuovi cicli.

Questo è ciò che sto per fare anch’io.

Dopo anni di esperienza ad inseguire un certo obiettivo, creare business “in un certo modo” (prossimamente probabilmente ti spiegherò qual è questo modo), ora è il momento di voltare pagina.

Voltare pagina e iniziare qualcosa di nuovo.

In questi anni ho fatto diverse esperienze interessanti.
Esperienze che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo.

E hanno cambiato anche il mio modo di essere imprenditore.

In qualche modo anzi mi hanno permesso di diventare un “certo tipo” di imprenditore.

Per questo dopo anni di “silenzio” pubblico, in cui sono stato dietro le quinte, ho deciso di ritornare a condividere alcune delle mie esperienze e riflessioni.

Non ho ancora deciso QUANTO, e QUANTO SPESSO. Ma in compenso ho deciso di farlo chiudendo un’era: l’era di questo blog.

Pochi sanno che questo mio percorso è finito (o è iniziato) con la scrittura di un libro.

Un libro che, tuttavia, ho scritto sotto pseudonimo.

Inizialmente lo scrivere tale libro sotto pseudonimo, scegliendo un nome inglese, era un mero motivo di marketing: possibilità di andare internazionali con il libro (cosa che potrebbe in effetti accadere), possibilità di parlare di un argomento che esulasse da ciò di cui normalmente parlavo, etc. etc.

Ma in seguito tale libro, “Il Potere del Cervello Quantico“, è diventato qualcosa di più a livello personale.

E’ diventato un “crocevia” tra un modo di fare le cose, e un NUOVO modo di fare le cose.

Una specie di simbolo nel mio percorso personale.

Ecco perché ho preso la decisione di non utilizzare più questo blog, ma di usare, d’ora in poi (e per almeno un altro “intero ciclo”), il mio “pen name” d’autore.

Ovvero J.L. Marshall.

Come vedi, non ci è voluta tanta fantasia per scegliere un pen name.

Tuttavia J.L. Marshall è un nome che, per me, ha un significato.

Un po’ come accade per i Sannyasin (i “follower”, diremmo oggi, di Osho), anch’io ho scelto un “nuovo nome” pubblico, che testimoni soprattutto alla mia mente una nuova tappa del mio percorso

Si perché come spiega Italo Pentimalli nel libro, il Cervello funziona per “tappe” e per “rituali”.

Non è un caso che nell’esperienza del “Potere del Cervello Quantico Live” si faccia un grande uso di questi strumenti: perché sono oggettivamente efficaci.

Dunque questo è, probabilmente, l’ultimo post sul blog Giulio Marsala. Blog che tuttavia, almeno per ora, rimarrà qui online.

Dunque da questo momento in poi, quando ti scriverò, ti scriverò con il “pen name” di autore.

P.S.
Con tale “pen name” ho anche realizzato un corso per la piattaforma di video corsi di PiùChePuoi.it. Corso che non è ancora disponibile, ma nei prossimi giorni te ne mostrerò alcuni estratti gratuiti.

Ti saranno utili se SEI GIA’ UN IMPRENDITORE e… stai pensando di fare impresa online.


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Come lanciare un libro con Internet: il caso studio del Best Seller in un giorno (1.500 copie VENDUTE il DAY 1)

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Nota: questo articolo lo scrivo perché ho promesso di promuovere un libro ad un amico (nota: di questo libro sono anche coautore, ma inizialmente non era previsto che ne parlassi con nome “Giulio”, ma solo attraverso il nick).

E nel farlo, già che ci sono, voglio condividere con te alcuni dettagli della “storia” che c’è dietro.

Pochi sanno che di recente mi sono occupato del marketing del lancio di un nuovo libro cartaceo, usando Internet.

Il libro in oggetto è “il Potere del Cervello Quantico“, di Italo Pentimalli e J.L. Marshall (libro che, tra l’altro, consiglio caldamente, ma sono spudoratamente di parte ovviamente, dunque ascoltami a tuo rischio e pericolo ).

In questo caso l’esperienza è stata molto stimolante: perché ho avuto modo di curare un po’ tutti gli aspetti importanti non solo del lancio, ma soprattutto della strategia nella costruzione del libro in ottica “marketing e vendite”.

Risultato?

Il libro è diventato Best Seller il PRIMO GIORNO di lancio (vendendo in una sola libreria online, macrolibrarsi, più di 1.500 copie). Poiché non ho numeri esatti delle altre librerie, non li comunico.

Ecco il banner sul sito della libreria:

Libro Record: 1500 copie il giorno del lancio

Nota bene: parlo di copie VENDUTE, non “stampate” (c’è spesso nell’editoria questo grande equivoco). Qui parliamo di vendite (personalmente il “venduto” è l’unica cosa che mi interessa al di là delle dichiarazioni roboanti di certi editori).

Ah, e come effetto “collaterale” è naturalmente diventato primo nel venduto della libreria in oggetto, MacroLibrarsi.

Primo in Classifica su Macro Librarsi

La cosa particolare di questo lancio è che sapevo fin da subito che sarebbe andato molto bene. Infatti questo è il classico caso di “successo non a caso” (scusate il gioco di parole).

Infatti TUTTO in questo libro, a livello di comunicazione, era già stato studiato PRIMA del lancio.

Abbiamo usato una metodologia molto particolare e inedita che, credo (ovviamente non posso averne la certezza, ma ne ho un forte sentore), mi permetterebbe di promuovere qualsiasi libro (quantomeno del mondo “how to”) e ottenere risultati simili.

Diciamo così: con un po’ di fortuna credo di aver codificato molti degli aspetti che rendono un libro un best seller per quanto riguarda l’inizio di una pubblicazione.

Il rovescio della medaglia? Non è una strategie per “tutte le tasche”, né per tutti gli autori. Forse è “per tutti gli editori”, ma sono necessari investimenti a vari livelli.

In più è una strategia “ad alta intensità di lavoro”: molto distante dalle “promesse americane” che si vedono nel settore del tipo “auto pilot” e simili.

E infine (e questo non è da sottovalutare) richiede MESI di preparazione “dietro le quinte”.

Certo non le classiche caratteristiche da “silver bullet” (per chi sa di cosa parlo).

Tuttavia di buono ha che funziona (quando si trova qualcosa che funziona è sempre positivo).

C’è poi una distinzione da fare: se creare un best seller al lancio oggi è, per me, è più o meno chiaro, non posso dire la stessa cosa di come funziona creare un “long seller”.

Per chi non lo sapesse la differenza tra best seller e long seller è che il “best seller” raggiunge un numero assoluto di copie (ormai, per come è messo il mondo dell’editoria dove l’80% dei libri NON supera le 500 copie vendute, tale numero è piuttosto basso).

Invece il “long seller” è un libro che “vende da solo”, nei mesi successivi.

In un altra vita di sicuro, non so se già in questa, voglio proprio occuparmi di questa cosa affascinante: cosa rende un libro un “long seller”?

Per la verità qualche idea me la sono fatta. Ai tempi infatti del lancio di “The Secret“, l’editore (Macro) mi contattò per chiedermi se potevo aiutarlo a vendere ALMENO 200.000 copie di quel libro.

Il caso “the secret” era all’inizio allora, poi sarebbe diventato un successo nazionale senza precedenti in quella nicchia di mercato.

In quel periodo iniziai uno studio sul CONTENUTO del libro e sul MARKETING del libro (studio che in parte è finito nel Potere del Cervello Quantico).

Poi, nel caso di The Secret, a parte dare qualche consiglio (poi usato, a quanto pare, dall’editore), non seguii il lancio personalmente. Diedi solo “qualche dritta” in amicizia, in quanto non trovammo l’accordo economico (ma l’editore è una persona veramente intelligente e in gamba, e se l’è cavata benissimo da solo).

Fa sorridere pensare che poi The Secret abbia venduto BEN PIU’ di 200.000 copie in Italia. Io dico sempre: chissà cosa sarebbe successo se avessi potuto metterci le mani fino in fondo. Purtroppo rimarrò con il dubbio :-)

Comunque, rientrando dalla mia digressione, se la creazione di un best seller in fase di lancio è più o meno chiara, la cosa non così chiara è creare un “long seller” (come The Secret) appunto.

Per la verità dall’esperienza dell’analisi di The Secret qualcosa ho capito: e alcuni esperimenti sono inseriti nel Potere del Cervello Quantico (per chi avrà gli occhi per vedere).

Tuttavia in questo momento in cui scrivo non so ancora se “il Potere del Cervello Quantico” sia diventato o meno un Long Seller. Questo lo dirà il tempo (e vediamo se aggiornerò questo articolo oppure no, visto che il blog ormai non lo uso da mesi e mesi).

Di sicuro c’è una cosa: NON TUTTE le caratteristiche che avrei inserito in un long seller sono state rispettate nel Potere del Cervello Quantico. Ma qualcuna, anche importante, C’E’.

Sono curioso (almeno quanto te!) di sapere se farà la differenza.

Ok, a questo punto in buon articolo di marketing dovrei inserire un richiamo all’azione e un qualche contenuto utile.

Del tipo dovrei svelare qualche tecnica utilizzata.

La brutta notizia è che non ho intenzione di svelare i dettagli di questo lancio, almeno non ora. E no, non è previsto un corso sull’argomento.

Il motivo? E’ un po’ di tempo che non faccio più consulenza “operativa” a terzi (massimo le “giornate di consulenza”), salvo pochi amici storici con i quali ho rapporti da ormai diverso tempo.

Posso darti però 1 solo consiglio, nel caso tu stia pensando di costruire il tuo “best seller”, dal punto di vista della comunicazione

E il consiglio è questo: lanciare un best seller è simile a lanciare un prodotto.

Dunque UNA chiave (non l’unica, forse non la più importante) del successo è l’abilità (anche economicamente parlando) di creare partnership. Molto banalmente: per creare partnership devi essere in grado di “dare qualcosa in cambio”.

Dunque se vuoi creare un best seller, la prima cosa da fare è imparare a “negoziare”. Puoi farlo in vari modi: scambiando soldi, visibilità, lavoro, e molto altro.

Questa è l’unica strategia “pubblica” che mi sento di condividere (anche perché l’avevo già usata nel lancio dell’altro libro cartaceo con Internet).

Per il resto (e qui rispetterò la regola del richiamo all’azione), posso dirti questo.

Acquista questo libro.

Al di là dei contenuti (che comunque valgono la pena, ma, come sai, SONO DI PARTE), se lo leggerai con occhi di marketing troverai alcune cose interessanti.

Puoi acquistare il libro da qui


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Differenziarsi con i valori

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Nell’ultimo articolo ti ho spiegato i 3 possibili modelli di business nel mercato della consulenza, del coaching e della formazione.

Alla fine ti ho accennato di come, oggi, il problema della concorrenza in questi mercati sia particolarmente sentito.

Per questo molti consulenti marketing e infomarketer si interrogano su come diversificarsi.

La settimana prossima, grazie ad uno speciale accordo che ho concluso con Marco De Veglia, il massimo esperto Italiano di Brand Positioning, ti fornirò una serie di interessanti lezioni gratuite proprio su come differenziarti dai concorrenti sfruttando il tuo brand.

Oggi invece ti parlo di come differenziarsi dai concorrenti in modo “non convenzionale”.

Un metodo basato sui “valori”.

Devi sapere che nel mercato della consulenza/formazione/coaching c’è chi punta a differenziarsi padroneggiando una disciplina specifica.

E’ quello che è successo a me, quando con il lancio di Adwords Vincente mi sono focalizzato sulle esigenze di chi voleva usare il pay per click di Google.

Altri invece si focalizzando puntando a risolvere un problema specifico.

Strategia che ho utilizzato anch’io, con Acquisire Clienti.

Ma fare leva sul padroneggiare una disciplina specifica o saper risolvere bene un certo problema è solo il primo passo nel percorso che ti rende unico e speciale agli occhi dei tuoi clienti.

Il secondo passo importante sono i tuoi valori.

Quando il tuo cliente non solo trae beneficio dalle tue soluzioni, ma anche si riconosce nei valori in cui tu credi, inizia a vederti in modo molto diverso.

Facciamo un esempio specifico per i consulenti marketing. Nel 2007 ho iniziato a scrivere del valore di un marketing basato sui risultati concreti, ed il concetto era abbastanza nuovo perché l’approccio al web marketing come lo conosciamo ora a quel tempo non era ancora diffuso.

Sia io che Nicola abbiamo iniziato a mostrare nei nostri blog le videate delle nostre campagne Adwords, con evidenziati in dettaglio i costi e i risultati concreti ottenuti, in termini di richieste o vendite.

Gli imprenditori e i consulenti che erano stanchi di investire a caso in pubblicità hanno riconosciuto nel marketing basato sui risultati un approccio fresco, interessante e stimolante.

Molti dei clienti che ho acquisito in quegli anni sono miei clienti tuttora: perché il legame non era basato solo sul saper fare qualcosa (“creare campagne Adwords”) ma su un valore di fondo ancora più importante (“investire in web marketing per ottenere risultati concreti e misurabili”).

Prova a chiederti quindi: quali sono i problemi specifici che risolvi meglio di altri?

Ma dopo prova a chiederti anche: quali sono i valori in cui credi e dei quali la tua attività è bandiera?

Quali aneddoti, fatti e casi studio dalla tua attività puoi mostrare ai clienti per comunicare questi valori?

Infatti, il modo più efficace per comunicare i tuoi valori non è enunciarli al cliente, ma mostrarli o raccontarli in atto.

La tua azione concreta è la dimostrazione migliore dei valori in cui credi. E sono questi valori che contribuiscono a renderti speciale, in un modo che forse i tuoi concorrenti non riusciranno mai a capire (ma i tuoi clienti sì!).


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coach, formatori e consulenti: 3 modelli di business possibili

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In uno degli ultimi articoli ti mostravo un estratto di cosa c’era nel “dietro le quinte” del business AdWordsVincente, come esempio dell’importanza di costruire una mappa e seguirne i passi.

In quell’articolo spiegavo quanto fosse importante avere CHIARO cosa stai cercando di fare quando ti approcci a fare business con Internet.

Infatti a seconda di cosa vuoi fare il modello di business cambia.

Radicalmente.

In qualche articolo fa citavo il tipico caso dell’internet marketer dell’ultima ora che “satura” ogni nicchia di mercato gli capiti a tiro.

Parlo di quello esperto di “landing page, squeeze page etc. etc.”

Tale personaggio di solito ha più business online, con la caratteristica che non è esperto di nessuno (dal punto di vista dei contenuti).

E’ esperto solo di marketing e spesso di PNL.

Questo è in effetti UN modello dei tanti.

Ed è quello che insegnano (o dovrebbero insegnare) i vari corsi “guadagnare online”.

Se però fai o vuoi fare il coach, formatore o consulente e SEI esperto di un particolare argomento, è bene che tu abbia una visione d’insieme di ciò che puoi fare.

Eccola qua, sintetizzata, in 3 macro settori.

La visione d’insieme

1) Puoi diventare esperto di marketing

Questa skill a sua volta apre tre strade

- Quella di fare consulenza marketing.

- Quella di vendere corsi di marketing.

Quella di comprare corsi americani di qualsiasi argomento (con diritti di rivendita), tradurli e rivenderli in Italia

L’ultimo dei tre è quello a cui mi riferivo prima, anzi è un insieme che comprende quello a cui mi riferivo prima.

2) Puoi diventare un esperto di marketing SOLTANTO per quanto riguarda la SKILL di cui farai consulenza / formazione / coaching.

Questo secondo caso è MOLTO diverso dal precedente.

E’ il caso ad esempio dell’esperto di PNL che vuole imparare a vendere i suoi corsi di PNL, la sua consulenza e i suoi coaching.

Le basi sono le stesse del caso uno, ma è dove stai andando che cambia.

Nel caso uno imparerai il marketing su Internet in generale.

Nel caso due imparerai solo le cose che del marketing online ti servono per il TUO business.

E, udite udite, imparerai COSE IN PIU’ che l’esempio del caso uno non imparerà, perchè non rientrano in ciò che serve a quel modello di business.

Il punto due, come dicevo, è particolarmente indicato se fai o se desideri fare di professione il coach /formatore.

Attenzione però: qui intendo colui che HA la competenza di quello che intende vendere nei suoi corsi.

Non intendo chi non ce l’ha e la deve trovare (quello è un altro modello ancora, il tre).

Per la cronaca in questo caso una “one man company” ben strutturata può arrivare a fatturare anche cifre a 6 zeri (ho in mente casi reali, in ITALIA, che lo fanno).

C’è poi una terza possibilità:

3) Il modello dell’imprenditore dell’informazione

In questo terzo modello oltre ad un progetto e ad una skill di imprenditoria, ti serviranno anche altri dettagli.

Come ad esempio saper vendere i tuoi servizi in modo “fisico” (non solo online)

Perché? Perché altrimenti difficilmente farai profitti sufficienti per essere soddisfatto

Qui ti serve sicuramente diventare un esperto di marketing.

Ma anche un esperto di “imprenditoria” e di relazioni.

Devi imparare cose come “reclutare personale”, “delegare”.

Tutte cose parecchio difficili.

Questo è il caso di alcuni (grossi) clienti del mondo della crescita personale che seguo.

Aziende che superano il milione annuo di fatturato.

Qualcuno di loro è partito dal caso due.

Ma qualcuno ha anche “saltato” il passaggio ed è finito direttamente nel tre.

E’ il caso di chi NON è esperto di un settore, ma, con fare imprenditoriale, si mette a CERCARE autori esperti.

Un esempio?

Quello degli AC LEAKS.

Gli ac leaks (se mi segui sai cosa sono) sono dei report che contengono consigli di marketing specifici su un certo argomento.

Sono mini report molto puntuali, corredati da un caso studio REALE, che spiegano una tecnica di marketing che funziona nel mercato di oggi.

Io personalmente non particolarmente  esperto di SEO, tanto per dirne una.

Conosco solo le cose “fondamentali”, quel 20% che dà l’80% dei risultati.

Ma non saprei affrontare tutti i casi particolari di una consulenza seo avanzata.

Così cosa ho fatto?

Anziché leggere un ebook sul seo americano e tradurlo, ho preferito chiedere aiuto a persone che di SEO ci vivono (vedi Michele De Capitani ad esempio).

E vendere questa competenza di terzi nell’ambito di un progetto più “ampio”: acquisire clienti club.

Il modello dei leaks è quello tipico di questo caso tre.

PUO’ diventare il più profittevole degli altri modelli (non ha tetto al profitto).

Ma (a onor del vero) può anche risultare un modello sbagliato.

E’ molto più difficile farlo funzionare, ANCHE se sei esperto.

Qui non c’è un “una soluzione accontenta tutti”.

Più la cosa diventa complessa, meno soluzioni del genere esistono.

Torniamo un attimo a te ora.

A quale profilo ti senti più affine?

Colui che vuole guadagnare online “in generale”?

Colui che è un esperto di una materia e desidera imparare a crearci un business sopra?

Colui che vuole vendere competenza di altri e creare una “azienda multi autore”?

Prima fai chiarezza su questo.

POI potrai capire su COSA concentrarti per realizzare quel desiderio, se sarà possibile.

Una cosa prima che mi rispondi: NON ESISTE niente del tipo “rendite automatiche vitalizie”, in nessuno dei tre casi.

Esiste: “un’ora di lavoro la cui produttività è moltiplicata per 10, 100, 1000″.

Questo si. Ma sempre di lavoro si tratta, non dimenticarlo.

P.S.
Qualsiasi sia il tuo obiettivo, ricorda una cosa: qualsiasi cosa farai, ci saranno dei concorrenti nella tua nicchia.

Anzi: devi sperare che ci siano. Se una nicchia non ha concorrenti è sempre bene farsi delle domande.

Dunque come affrontare il problema della concorrenza?

Qual è il passo che viene fatto addirittura PRIMA di decidere quale modello di business utilizzare?

Ne parliamo in uno dei prossimi articoli.


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Progettare un business online (e diventare l’uomo ragno)

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Qualche giorno fa ti ho parlato dell’importanza di avere un “progetto” di business, e di come chi fa il coach /formatore / consulente di professione spesso non riesca a creare un progetto di internet business ben fatto perché è troppo impegnato a studiare la SUA materia (che non è il marketing).

Così si fa “battere” dagli esperti di marketing “mangia nicchie”, che buttano sul mercato prodotti di bassa qualità senza averne alcuna competenza.

Beh, oggi ti mostro due cose.

La prima è strana e apparentemente non c’entra nulla.

Ma quando ho scritto questo articolo, lo stesso giorno, mi è capitata in mano e ho pensato che fosse il segnale che dovevo parlarne.

Brevemente: un giorno uno dei miei figli (non dirò chi è perché mi ha fatto promettere di mantenere segreta la sua identità) ha preso una importante decisione.

Da grande sarebbe diventato l’uomo ragno!

Ma seriamente! Non scherzava.

Io gli ho detto: “Oooooook, se ti impegni ce la farai senz’altro”

E sembrava finita lì.

Qualche giorno dopo però eccolo che torna con questa

uomoragno-blueprint

Giuro solennemente che l’ha fatto lui, tutto da solo e senza che io lo sapessi (come vedi ha ancora qualche problema con l’Italiano, ma il concetto c’è).

Cosa ci insegna questa cosa?

Che non c’è niente da fare: per andare da qualche parte ti serve una MAPPA.

Devi capire cosa fare e cosa NON fare soprattutto.

Lui l’ha capito, e credo che questo sia un buon segnale che in futuro arriverà dove vuole.

Beh, devi sapere che questo episodio ha creato in me una sorta di “amarcord”.

Mi sono ricordato di quando, nel 2007/2008, progettavo “AdWords Vincente (questo accadeva quando il 90% degli attuali “guru italiani” non sapeva nemmeno cosa fosse un info business su Internet).

AdWordsVincente è stato il primo business di vendita corsi, consulenza e coaching “strutturato” che ho creato.

Per diversi anni ha generato un bel profitto senza grosso lavoro da parte di nessuno, poi è stato venduto ad una azienda terza (oggi curo solo, periodicamente, gli aggiornamenti).

Il bello di quel progetto è che è stato molto automatizzato. E che è stato il primo “molto strutturato” (prima c’erano state altre cose, ma mai con quella “chiarezza di intenti”).

Beh, quello che vedi sotto (in piccolo) è uno screenshot del progetto che avevo creato per guidarne la realizzazione

adwordsvincente-blueprint

E’ materiale che ormai ha diversi anni

Ricordo che all’epoca lo mostrai a Marco De Veglia che mi disse “impressionante”.

Qui sotto vedi un estratto ingrandito (poi questo materiale in futuro lo commenterò un giorno, mi sono ripromesso di farlo).

adwordsvincente-blueprint-zoom

Guardandolo oggi, moltissimi punti, soprattutto nell’ingradimento che ti ho mostrato, non sarebbero più validi (come dicevo in questo articolo il mercato è cambiato pesantemente).

Ciononostante oggi quando va bene ti insegnano ancora una struttura come quella mostrata (che ormai sente il peso degli anni), quando va male nemmeno quella.

In ogni caso l’esempio che ti ho mostrato qualcosa di buono ce l’ha ancora: è chiaro e si concentra sulle cose più importanti.

Cose che erano importanti allora, con qualche aggiunta e modifiche minori, sono importanti anche oggi.

Quello che cambia (molto) è il modo di fare le cose.

In uno dei prossimi articoli mi riprometto di mostrarti su cosa conviene che ti concentri quando crei un business su Internet.


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la frustrazione dei consulenti e coach veramente BRAVI (storia vera)

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L’ultima volta ti ho raccontato alcune riflessioni sul mercato dell’informazione in Italia (vendita di infoprodotti, consulenza, coaching, seminari e così via).

Era l’articolo sull’USP di nuova concezione, quello che funziona meglio in questo particolare mercato.

Quello di cui ti parlo oggi è molto legato a quell’argomento.

Cosa manca ai formatori, consulenti e coach davvero competenti

Devi sapere che non più tardi di una settimana fa ho aiutato un amico a progettare il suo business di consulenza / coaching / info prodotti su Internet.

Questa è una attività che oggi faccio solo con pochi amici fidati (e clienti più importanti), ma ogni volta che lo faccio mi rendo conto di una cosa: la maggior parte dei coach, consulenti e formatori…

… sono soprattutto dei bravi COACH, CONSULENTI e FORMATORI.

E tu dirai: meglio così no?

No.

Perché a queste particolari figure (non includo qui il consulente marketing) spesso manca il PROGETTO

Manca COSA devono fare e in che ORDINE

Manca COSA conta davvero e COSA SEMBRA importante, ma alla fine non lo è.

Nel caso del mio amico, ha la fortuna di essere in una delle pochissime nicchie che io vedo MOLTO MOLTO bene per i prossimi 5 anni.

Una nicchia dove il pubblico spende, dove c’è poca concorrenza. dove la fascia demografica è “in trend”, e dove la gente compra in modo ricorrente.

Una nicchia dove, tra l’altro, la competenza non la acquisisci copiando “ebook”, ma con DURO lavoro e ANNI di formazione (altro che “guadagna 500 euro al giorno con questo sistema di affiliazioni a casinò”).

Qual è la nicchia?

Non lo dirò mai :-) (sennò avrò un amico in meno da domani).

Ma a parte questo, il mio amico/cliente è veramente in gamba su quello che è il “prodotto” e il servizio che vuole fare.

Ma per fare partire questo business non aveva chiaro qualcosa come decine e decine di passaggi.

Invece di pensare a ciò che conta davvero, era bloccato da faccende “futili” come: “dove metto il box per la newsletter, a destra o a sinistra?”.

Con pazienza (una delle cose di cui sono MENO dotato), sorrido e gli dico:

“non ti preoccupare. Pensiamo ad altro. Pensiamo alle cose importanti.”

“si, mi fa lui. Ma cos’è veramente importante?”

Cosa è davvero importante quando progetti un business su Internet?

E qui si è aperto un mondo.

Cos’è veramente importante quando progetti il tuo business, o lo rendi “strutturato” per il mondo Internet?

Mi rendo conto che la maggior parte dei coach /formatori /consulenti ONESTI (cioè quelli che non vendono fuffa scopiazzata, ma cose di valore) non lo sanno.

Perché i più bravi formatori fanno fatica su Internet.

Perché?

Perché sono troppo occupati a specializzarsi nel loro lavoro (consulenti / coach) per occupare le loro giornate a studiare “l’ultimo trucco di marketing”.

E spesso, per questo motivo, vengono “battuti” (a livello di numero clienti e fatturati) dall’internet marketer della porta accanto.

Per “internet marketer della porta accanto” intendo quello che ha 5 profili facebook diversi, in uno è una donna con le emorroidi, in uno un personal trainier delle star che svela i suoi segreti e così via.

Insomma: quel profilo che ha comprato il prodotto a marchio privato in usa e l’ha tradotto su fiver a 5 dollari :-)

E’ giusto che sia così?

Che sia giusto o no, questo è quello che succede.

Anche per questo mi sono ripromesso che in uno dei prossimi articoli ti scriverò quali sono alcuni degli aspetti su cui devi concentrarti quando stai facendo partire (o meglio ancora: stai ristrutturando) la tua attività di formazione / consulenza /coaching online.

Nel frattempo però vorrei capire questo.

Anche tu hai il problema che aveva il mio amico?

Anche tu pensi di non avere chiaro quali sono le cose su cui focalizzarti per creare un business di successo?


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Alcune Idee per Promuovere i Prodotti in Affiliazione – i blog d’opinione “controversi”

Scritto da in Affiliazioni | 1 commento


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Qualcuno ricorda che, a suo tempo, sono stato autore di “Affiliazione Vincente” insieme a Marco De Veglia, un corso che insegnava ad usare le affiliazioni per guadagnare con Internet.

In seguito abbiamo ritirato dal mercato il corso poiché erano talmente cambiate le condizioni di mercato che usare quelle strategie non aveva più senso.

Oggi però noto sempre di più una ripresa di questo particolare metodo.

Una delle strategie che vedo usare (anche su di me!) è quella dei blog d’opinione.

Ad esempio vedi qui un esempio di blog di opinioni su Giulio Marsala.

E’ un esempio che conosco da vicino perché l’autore è una persona che, dopo essere stato cliente, ha lavorato con me.

Se vedi il blog ha usato il suo tipico stile “pungente”, ma senza mai andare oltre le righe.

In pratica, a mio parere, ha fatto un buon lavoro.

La strategia è piuttosto semplice: si tratta di creare articoli di opinione (appunto) su un certo prodotto o, meglio ancora, su un brand.

Tanto per fare un esempio: se devi promuovere uno specifico ecommerce una buona strategia, anziché promuovere il singolo prodotto, può essere quella di scrivere una serie di articoli d’opinione (anche controversi) su quel marchio.

Dico anche controversi perché, come spiegato in un precedente articolo, sembra che le persone prendano le loro decisioni d’acquisto cercando PRIMA delle opinioni negative o controverse su un certo argomento.

Lo fanno per vedere “cosa di peggio può succedere se acquistano”.

Alla luce di questo, articoli “sottilmente controversi” possono portare buoni risultati.

In più questa è una strategia che, se usata in modo corretto, non dispiace al brand e porta sicuramente risultati.

Ovviamente come tutte le cose, anche questa dipende come la fai.

In Italia ho visto (anche proprio con me) delle persone che hanno usato male tale strategia, andando oltre i limiti.

Quando succede è seccante perché tocca far parlare gli studi legali (che io personalmente preferirei sempre non far parlare).

Tuttavia il fatto che ci siano persone che abusano di questa strategia, non vuol dire che non sia una strategia che può essere efficace e positiva per tutti (clienti, produttori e brand).

Pertanto se vuoi provare il mercato delle affiliazioni (a maggior ragione che oggi click bank è anche in Italiano), questo semplice metodo può diventare una possibile fonte di guadagno.


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Come i Clienti Prendono le Decisioni d’Acquisto (una cosa che non diresti)

Scritto da in Acquisire Clienti, Marketing | 0 commenti


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Oggi voglio condividere con te l’esito di un test empirico che ho svolto di recente.

Non un segreto che molti clienti prendono le decisioni basandosi sulle recensioni che trovano su Internet.

Succede anche con me: esistono vari blog (alcuni affiliati) che esprimono le loro opinioni su Giulio Marsala (a volte con linguaggi coloriti).

A questo proposito ho avuto modo di analizzare, per un nuovo business in costruzione, come i clienti prendono le loro decisioni.

Sembra che un certo tipo di clienti cerchino su Internet notizie e informazioni sul prodotto che sta per acquistare.

Fin qui niente di strano.

La cosa curiosa è COSA l’utente cerca.

Infatti l’utente non è alla ricerca di qualsiasi recensione.

Sembra invece che tenda a cercare “le recensioni negative” prima, e poi “mitigarle” con quelle positive.

Sembra (il condizionale è d’obbligo perché il nostro test è stato fatto su un campione troppo piccolo per essere significativo) che il cercare l’opinione negativa in qualche modo rassicuri il cliente che deve acquistare.

Abbiamo chiesto ad un cliente: “perché cerchi le recensioni negative per decidere se acquistare?

Risposta: “perché così capisco alla peggio cosa posso aspettarmi da quel prodotto“.

Interessante gioco psicologico che alla fine, poiché è fatto da milioni di persone, crea uno strano effetto anche sui motori di ricerca.

Un esempio? La diatriba sulle parole “nome cognome truffa“.

Ad esempio per un periodo è accaduto che anche a me, Giulio Marsala, ci fosse affiancata la parola offensiva citata sopra.

Perché? Perché l’utente cerca prima quel tipo di recensioni.

Che le trovi o no (che esistano o meno) Google registra la ricerca, e dice “ok, evidentemente le parole sono correlate“.

Quindi naturalmente quando una persona è cercata molte volte da persone che devono prendere decisioni d’acquisto (nota bene: DA PERSONE che devono prendere decisioni d’acquisto toglie automaticamente tutte le celebrità, e lascia spazio solo ad autori, editori, formatori, etc.)….

…. ecco che appaiono parole suggerite in modo fuorviante da Google.

Cosa ci insegna questa storia?

Semplice: che è sempre opportuno usare prima la propria testa quando si prendono decisioni d’acquisto. Google ci capisce poco di psicologia, e i suoi suggerimenti diventano fuorvianti.

E lato produttori?

Non mi è chiaro ancora come usare questa “rivelazione empirica” per vendere di più, ma appena mi viene in mente farò qualche esperimento.

Se hai idee, sono le benvenute.


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Riflessioni a voce alta su modelli di business alternativi per cantanti e musicisti

Scritto da in Analisi Mercato, Internet Business | 1 commento


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Premessa: scrivo questo articolo come “appunto per me stesso”, per non dimenticarmi di esplorare questo mercato.

Tra l’altro ne approfitto per segnalarti questo nuovo blog che mostra recensioni su Giulio Marsala (e i corsi di Acquisire Clienti).

Ho concesso un dominio che non usavo in licenza (come strategia di affiliazione). Ti farò sapere in futuro se è una strategia che ha senso, è un esperimento che non avevo mai fatto.

A parte questo: oggi scrivo qualche appunto che riguarda un argomento che interessa chiunque faccia imprenditoria, non solo su Internet.

Ovvero: cosa è davvero importante per generare profitti?

Qualcuno dice: “trova una folla assetata, e soddisfala”.

Questo, a mio parere, è solo un pezzo del puzzle.

Infatti ci sono interi mercati che sono pieni di “folle assetate”, ma che faticano a monetizzare.

E’ un argomento d’attualità quello della musica ad esempio.

Un tempo il modello di business del cantante era simile a quello di chi vendeva informazione (corsi e seminari).

Nel senso che il cantante produceva un pezzo di informazione (musica in quel caso), e tale pezzo veniva distribuito in migliaia di esemplari. Abbastanza perché tutta la filiera ci guadagnasse.

Oggi, come dice J Ax, “nell’era del file sharing” questo modello non funziona più.
O meglio: funziona, ma non riesce più a soddisfare economicamente tutte le parti.

I margini sono ridottissimi, e spesso non c’è spazio per i giovani cantautori per “vivere della loro musica”.

D’altra parte però se vogliamo ben vedere esistono anche dei lati positivi.

Ad esempio un tempo in media una persona “seguiva” solo pochi cantanti alla volta.

Oggi grazie a strumenti come spotify o il file sharing in generale una persona in media conosce e segue molti più cantanti di prima.

In poche parole il mercato oggi è ancora più grande di quanto non fosse prima, perché l’utente è disposto a seguire più cantanti.

Come monetizzano oggi i cantanti dunque?

Non più con i CD, ma con gli eventi dal vivo (ad esempio i concerti, ma non solo).

Di recente ho avuto modo di analizzare un mercato che ha un problema analogo a quello della musica: esiste una grande folla assetata, ma non si capisce come monetizzarla.

Nella musica il problema principale è uno: il volume medio per transazione è basso

Quanto si può chiedere per un concerto? 30-100 euro massimo.

Con questi prezzi è difficile riuscire a far guadagnare bene tutta la filiera.

Diverso è se ci fossero clienti disposti a pagare uno zero in più per i servizi del cantante.

Come fare dunque?

Eppure un modo potrebbe esserci, e si potrebbe prendere in prestito da altri mercati che ho potuto conoscere da vicino.

Personalmente sto aspettando l’occasione giusta per testare un paio di idee che ho sull’argomento, e che potrebbero rivelarsi vincenti.

Mi manca solo… un cantante di talento a cui proporre la cosa! Qualcuno che possibilmente è già distribuito sui grandi canali, ma è emergente (quindi ancora ha molto da dimostrare).
Appena lo trovo, faccio qualche esperimento.

Nel frattempo se hai idee da condividere sono le benvenute


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come comprendere meglio i tuoi clienti

Scritto da in Marketing | 0 commenti


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Nello scorso articolo ti avevo raccontato un approccio inusuale per emergere e differenziarti dai concorrenti.

Oggi continuiamo la rassegna dei metodi “inusuali” e “poco ortodossi”.

Infatti voglio scriverti di uno “strano” metodo che uso prima di scrivere una campagna marketing.

Se mi segui da un po’ sai che una delle cose che spiego è “mettersi nei panni del cliente”. Ma concretamente, come fare?

Un approccio che ti suggerisco è immaginarti di essere il tuo cliente e scriverti una lettera, dove spieghi quello che vorresti.

Ti garantisco che dopo che avrai scritto questa lettera “nei panni del cliente”, la tua visione delle cose cambierà.

Ti faccio un esempio… molti dei miei clienti sono consulenti di web marketing, che mi chiedono sia le metodologie da implementare con i clienti ma anche le strategie per promuoversi.

Provo a mettermi nei panni di un possibile consulente marketing e scrivere a me stesso (Giulio Marsala) una lettera contenente quello che un possibile cliente desidera:

Caro Giulio,

la mia attività di consulente marketing mi offre molte soddisfazioni ma anche tanti problemi da risolvere.

Grazie al mio blog, ricevo molte richieste da potenziali clienti. Purtroppo molti potenziali clienti con cui parlo sono aziende che avrebbero serie difficoltà nel pagare i miei servizi (anche se non mi reputo caro, anzi).

Quello che vorrei chiederti è come posso fare per attrarre clienti finanziariamente più solidi, che apprezzino i miei servizi per lungo tempo e si dimostrino affidabili nei pagamenti.

Il secondo problema che ho è che non sempre sento il mio lavoro apprezzato come dovrebbe essere.

Per aiutare i miei clienti ti giuro che ci metto l’anima, e spesso faccio raggiungere loro risultati di estremo interesse. Eppure a volte mi trattano male, tirano sul prezzo, scopro che contattano miei concorrenti.

Come posso fare per creare un rapporto più sano, soddisfacente e profittevole? sono stanco di fare miracoli e non sentirmi apprezzato.

La terza cosa che voglio chiederti è come posso star dietro a tutte le novità del pay per click, di Google e di Facebook, senza dover diventare matto ogni volta.

Cosa devo fare per creare campagne marketing capaci di durare per mesi o per anni, senza doverle modificare spesso?

Poiché vengo pagato dai clienti a canone mensile, impostare fin dall’inizio una campagna marketing in modo che possa durare a lungo senza troppa manutenzione mi permetterebbe di aumentare di molto la redditività del mio tempo.

Grazie

Cosa te ne sembra?

riusciresti a scrivere una lettera a te stesso, mettendoti nei panni di un tuo possibile cliente?

Ti garantisco che dopo che lo avrai fatto, scrivere lettere di vendita o presentazioni commerciali ti diventerà molto più semplice.

In più, potrebbero venirti nuove idee efficaci per servizi di consulenza, coaching o formazione da offrire ai tuoi clienti.


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