Diatriba sull’Email Marketing – 3 Suggerimenti secondo la mia esperienza

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Email Marketing: meglio inviare tante email o poche email? Ecco una possibile idea.

Di recente ho avuto modo di discutere con un ottimo imprenditore Italiano riguardo l’eamil marketing, creatore di una piattaforma di altissimo livello completamente in Italiano (non faccio nomi per ora).

L’ho conosciuto perché mi aveva ascoltato al SEO Web Marketing Experience, dove ho fatto un intervento proprio su quell’argomento, e ne è nata una bella discussione su come comunicare ad una mailing list.

Ecco le due posizioni.

La sua era: punta tutto sull’automazione, e invia poche email (ma buone)

Il suo concetto è questo: oggi le persone sono invase da email di tutti i tipi. Meno ne ricevono da parte tua, meglio è.

Piuttosto crea sistemi automatici che identificano il comportamento del cliente, e manda quindi email solo a chi è veramente interessato su un argomento

Ad esempio: mandi una email che parla di marketing?

Puoi verificare se qualcuno APRE quell’email, e poi inviare una successiva email solo su quell’argomento.

Teoricamente questo è l’approccio più “pulito” e il miglior compromesso rendimento risultato.

La mia posizione invece è differente.

Personalmente eseguo test di email marketing da diversi anni.

Quando dico test, intendo che provo cose anche drasticamente differenti. Se sei iscritto alla mia mailing list te ne sarai accorto.

Ad esempio può accadere che per un periodo di 2, anche 3 settimane io invii solo “offerte” alle mailing list che gestisco

Viceversa è accaduto che io mandi soltanto articoli informativi.
E poi… tutto quello che sta nel mezzo.

Ho avuto anche modo di provare cosa mi ha suggerito l’amico imprenditore, e ho valutato i risultati numero alla mano, attraverso la piattaforma getresponse.

Ecco cosa ho capito (anche se lungi da me l’idea di avere l’unica soluzion possibile in mano).

Dopo tutti questi test, il mio orientamento attuale (che ti consiglio) è questo:

1) In generale più email invii, più la lista diventa profittevole.

Questa è una regola generale, tuttavia possono esserci eccezioni come nel caso dell’infobusiness e dei “lanci”, dove bastano poche email per generare profitto.

Guardando il dietro le quinte di vari modelli differenti tuttavia, mi pare evidente che chi invia molto ottiene mediamente più visite (e quindi mediamente più vendite) rispetto a chi manda email meno di frequente

Questo è vero anche se visto su periodi lunghi, di 2 o 3 anni.

2) L’automazione è decisamente utile, ma ne vale la pena solo sui grandi numeri

Su questo ho fatto un test ben preciso: con un’email aperta da 10mila persone, ha senso creare un “follow up automatico” che poi “segua” solo chi ha aperto.

Su un’email cliccata solo da 1000 persone inve i numeri (che descrescono all’invio di ogni email successiva) rischiano di essere troppo bassi e non portare alcun risultato.

3) Una email al giorno disturba? Ecco come (in parte) evitarlo

Oggi il rischio di essere percepito come un “disturbatore”, inviando una email al giorno, è ancora presente.

Tuttavia è più basso di quanto non fosse qualche anno fa.

Infatti qualche anno fa era raro ricevere una email al giorno

Oggi molte piattaforme inviano una email al giorno, anche automatiche (basti pensare a Groupon, o ai portali di lead generation)

Pertanto il problema non è più “il numero di email”. Quanto CHE COSA invii.

Ovviamente inviando una email al giorno la qualità tende ad abbassarsi, e questo è indubbiamente vero, con tutta la buona volontà che un’azienda può metterci.

Tuttavia ciò che noto è che oggi, chi è iscritto ad una newsletter, usa un approccio differente rispetto a qualche anno fa

Una volta leggeva tutte le email che mandavi, o quasi.

Oggi tende ad accumulare le email, e “scorrerne” i titoli velocemente, come se i titoli fossero annunci pubblicitari in una campagna pay per click

Me ne accorgo dalle grandi differenze in temrini di open rate che ricevono le email che invio

Se questo è vero, può aiutare inserire nel titolo un “richiamo chiaro” sull’argomento di cui l’email parla

Ad esempio: lanci un prodotto?

L’email potrebbe chiamarsi “nome prodotto – titolo email”

Esempio: “AC Leaks – Novità del momento”

In questo modo nell’ottica “scorro i titoli” stai “chiamando” il pubblico giusto, e implicitamente stai dicendo agli altri che, se non sono interessati, possono non aprire l’email.

Ma, poiché la invii a tutti, hai più probabilità di vendere il tuo prodotto.

Naturalmente ci saranno sempre persone a cui non farà piacere ricevere una email al giorno

Ma il mercato, da quanto posso vedere, sta andando in quella direzione

Se hai domande o contributi, lascia pure il tuo commento.


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Internet Business Vincente: come si crea?

Scritto da in Acquisire Clienti, Acquisizione Clienti, AdWords, Email Marketing, Internet Business Vincente, lead generation, Lead Nurturing | 0 commenti


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Diverse persone mi hanno chiesto quali sono i passi per creare un Internet Business Vincente.

In sintesi potrei parlarti di 3 fasi principali:

  1. Portare Traffico = Cercare Potenziali Clienti

    Ovviamente l’elemento più immediato ed efficace per portare traffico è Google AdWords (non è l’unico, ci mancherebbe!).
    Una campagna di Lead Generation è la soluzione ottima per moltissimi modelli di Business aziendali.

  2. Accogliere il traffico in modo corretto = Riuscire ad Ottenere il Permesso di Ricontattare nel Tempo i Potenziali Clienti (c.d. Permission Marketing).

    Non basta ricevere il traffico sul sito, bisogna fare in modo che questo traffico sia produttivo.
    Ciò di solito si realizza attraverso l’uso di una "landing page", una pagina nella quale si cerca di far compiere all’utente un azione in particolare (e solo quella).

    Un buon consiglio è quello che l’azione da compiere sia lasciare l’indirizzo email (o più in generale un contatto) all’azienda, in modo da poter proseguire il rapporto con il potenziale cliente in futuro.

  3. Gestire il Follow Up = Traformare il Potenziale Cliente in Cliente

    Una volta ottenuto il contatto da parte del cliente la necessità è quella di acquisire credibilità e conquistare la sua fiducia.
    Questo è un processo molto poco utilizzato dalla maggior parte delle aziende, ma che invece è fondamentale visto che più del 50% delle vendite si ottiene nell’arco dei primi 7 contatti.

    Gli strumenti ideali per tale strategia sono l’uso di un Blog (Lead Nurturing) e l’Email Marketing


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Email Marketing: Case History di “Seminario in Aula” promosso unicamente tramite Internet

Scritto da in Email Marketing, Promuovere Seminari in Aula | 2 commenti


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Oggi voglio parlarti di una case history interessante riguardante l’Email Marketing e i seminari in aula.

Parlando di "Corsi e Seminari in Aula" sento ultimamente la tendenza a considerarli come un prodotto di difficilissima vendita online.

Sembra, a sentire i più, che la possibilità di promozione via internet di tali prodotti sia destinata ad essere soppiantanta dai prodotti digitali (ebook, videocorsi etc. etc.).

In effetti i limiti di un seminario rispetto ad un prodotto digitale sono evidenti.

  • Costo impegnativo
  • Costi di Spostamento, Vitto e Alloggio che si aggiungono
  • Fruibilità poco "comoda" (prendere appunti, spostarsi, etc.)

Tuttavia la mia ultima esperienza nella promozione di un seminario in Aula è andata molto bene.

Infatti per il progetto Un Uomo e il Suo Sogno e Aquile Di Cristallo.com siamo riusciti ad ottenere quasi 50 persone in aula, con presenze che andavano da Oslo (Norvegia) al Sud Italia (Potenza), nonostante il seminario fosse a Milano.

Questo è stato ottenuto UNICAMENTE attraverso una corretta strategia di Email Marketing persuasivo, in particolar modo con una sequenza di email inviata ad hoc per il lancio, e una corretta strategia di Funneling.

Il successo è stato veramente FANTASTICO.

Inoltre durante il seminario ho conosciuto dal vivo diverse persone veramente meravigliose, una su tutti è stata "Italo Pentimalli", che mi ha parlato di un interessante progetto di cui vi parlerò presto.

I seminari quindi sono ancora un prodotto promuovibile, come (quasi) qualsiasi altra cosa via web.


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Email Marketing e strategie avanzate web: come usarle per una pizzeria, un ristorante o una attività commerciale locale (e offline)

Scritto da in attività commerciale locale, Email Marketing | 0 commenti


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Qualche giorno fa chiacchieravo con un amico che ha appena aperto una pizzeria.

Mi diceva che nel suo campo non ci sono particolari possibilità di usare gli strumenti di direct response marketing e di lead generation per promuovere la sua attività.
Era convinto che il massimo che si potesse fare era il solito "passa parola". Tuttavia era anche aperto e incuriosito dalle metodologie del web, tanto che mi ha chiesto come avrei fatto io nel suo caso.

Gli ho detto che avrei visto bene una strategia che permettesse di raccogliere l’email del maggior numero dei suoi clienti, per poi ricontattarli nel tempo e farli affezionare al luogo.

Ciò avrebbe potuto farlo in vari modi:

  1. Promettendo attraverso il suo listino un’offerta speciale (come ad esempio un buono sconto) a chi gli avrebbe lasciato l’email.
  2. Collegando un form per raccogliere l’email nella sua pubblicità in cassetta.
  3. Creando un concorso a premi (con in palio una pizza gratis) dove il costo di partecipazione era l’indirizzo email.

Una volta raccolti gli indirizzi avrebbe quindi potuto usare una serie di strategie di email marketing e personality copy per promuovere in modo innovativo (e virale) la sua pizzeria.

Come vedete le vie del web marketing sono oggi molto percorribili anche in realtà commerciali locali e di raggio ridotto. Anche con AdWords, come vedremo meglio in un futuro articolo.


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