Riflessioni a voce alta su modelli di business alternativi per cantanti e musicisti

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Premessa: scrivo questo articolo come “appunto per me stesso”, per non dimenticarmi di esplorare questo mercato.

Tra l’altro ne approfitto per segnalarti questo nuovo blog che mostra recensioni su Giulio Marsala (e i corsi di Acquisire Clienti).

Ho concesso un dominio che non usavo in licenza (come strategia di affiliazione). Ti farò sapere in futuro se è una strategia che ha senso, è un esperimento che non avevo mai fatto.

A parte questo: oggi scrivo qualche appunto che riguarda un argomento che interessa chiunque faccia imprenditoria, non solo su Internet.

Ovvero: cosa è davvero importante per generare profitti?

Qualcuno dice: “trova una folla assetata, e soddisfala”.

Questo, a mio parere, è solo un pezzo del puzzle.

Infatti ci sono interi mercati che sono pieni di “folle assetate”, ma che faticano a monetizzare.

E’ un argomento d’attualità quello della musica ad esempio.

Un tempo il modello di business del cantante era simile a quello di chi vendeva informazione (corsi e seminari).

Nel senso che il cantante produceva un pezzo di informazione (musica in quel caso), e tale pezzo veniva distribuito in migliaia di esemplari. Abbastanza perché tutta la filiera ci guadagnasse.

Oggi, come dice J Ax, “nell’era del file sharing” questo modello non funziona più.
O meglio: funziona, ma non riesce più a soddisfare economicamente tutte le parti.

I margini sono ridottissimi, e spesso non c’è spazio per i giovani cantautori per “vivere della loro musica”.

D’altra parte però se vogliamo ben vedere esistono anche dei lati positivi.

Ad esempio un tempo in media una persona “seguiva” solo pochi cantanti alla volta.

Oggi grazie a strumenti come spotify o il file sharing in generale una persona in media conosce e segue molti più cantanti di prima.

In poche parole il mercato oggi è ancora più grande di quanto non fosse prima, perché l’utente è disposto a seguire più cantanti.

Come monetizzano oggi i cantanti dunque?

Non più con i CD, ma con gli eventi dal vivo (ad esempio i concerti, ma non solo).

Di recente ho avuto modo di analizzare un mercato che ha un problema analogo a quello della musica: esiste una grande folla assetata, ma non si capisce come monetizzarla.

Nella musica il problema principale è uno: il volume medio per transazione è basso

Quanto si può chiedere per un concerto? 30-100 euro massimo.

Con questi prezzi è difficile riuscire a far guadagnare bene tutta la filiera.

Diverso è se ci fossero clienti disposti a pagare uno zero in più per i servizi del cantante.

Come fare dunque?

Eppure un modo potrebbe esserci, e si potrebbe prendere in prestito da altri mercati che ho potuto conoscere da vicino.

Personalmente sto aspettando l’occasione giusta per testare un paio di idee che ho sull’argomento, e che potrebbero rivelarsi vincenti.

Mi manca solo… un cantante di talento a cui proporre la cosa! Qualcuno che possibilmente è già distribuito sui grandi canali, ma è emergente (quindi ancora ha molto da dimostrare).
Appena lo trovo, faccio qualche esperimento.

Nel frattempo se hai idee da condividere sono le benvenute


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Due cose da imparare da un imprenditore Internet di grande successo

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Qualche giorno fa ho avuto modo di parlare con un bravissimo imprenditore Internet che al suo attivo ha, oltreché diverse startup, anche un “exit” (ovvero l’essere riuscito a vendere la propria attività a terzi per qualche milione di euro).

Già questo fa di lui una figura quasi mitologica nel panorama Internet Italiano.

Devi sapere che tale imprenditore in questo momento è impegnato in ben tre startup differenti. O meglio: un concept unico declinato in 3 nicchie diverse.

Parlando con lui (discutevamo di acquisizione clienti) ho cercato di imparare qualcosa da condividere con te, e ho evidenziato in modo particolare due aspetti.

Dopo pochi minuti che parlavamo insieme mi sono subito accorto di come tale signore fosse focalizzato in modo particolare su un aspetto: acquisire contatti, tanti contatti, VELOCEMENTE, e a prezzi INFERIORI rispetto al prezzo di mercato.

Nota bene: prezzi inferiori, non zero.

Cosa puoi imparare da questo?

Che un imprenditore che fa sul serio non aspetta di fare “seo” per promuovere la sua idea, o non cerca di iniziare con strategie gratuite (belle, ma lente a partire).
Di questo ne avevamo parlato qui se ti ricordi.

Invece l’imprenditore con esperienza usa solitamente canali a pagamento, come il pay per click.

La seconda cosa che forse stai pensando è: “ok, tutti vorrebbero acquisire contatti ad un prezzo inferiore al prezzo di mercato. Ma come si fa?”

La risposta è talmente banale che sembra incredibile che non facciano tutti così.

E’ semplice: indipendentemente dalla piattaforma (DEM, Facebook, AdWords, etc.) si provano tante, tantissime versioni di pagine di acquisizione clienti diverse, secondo la logica dello split test.

Se ancora non sai cos’è uno split test è una particolare strategia che consente di mostrare 2 diverse pagine web al tuo navigatore, in modo casuale.

In questo modo puoi capire quale pagina funziona meglio.

E quando l’hai capito, puoi cercare di battere la precedente pagina vincitrice.

Questo consente, in qualche caso anche di triplicare il tasso di conversione medio.

Tanto per fare un esempio la maggior parte delle persone “esperte” prova 4-5 combinazioni massimo. Lui ne ha provate 30 in pochi mesi, e non aveva alcuna intenzione di finire. Non è magia: è metodo e consistenza nel tempo.

Quindi riepilogando: quali sono due tra le ricette di imprenditori internet di successo per iniziare una startup?

1 – bisogna focalizzarsi sul creare velocemente (anche a pagamento) un database di prospect (potenziali clienti).

2 – Bisogna fare ciò che quasi nessuno fa: ovvero provare decine e decine di soluzioni differenti, in modo che ogni contatto costi MENO rispetto al prezzo di mercato


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Iniziare un business online? Ecco cosa devi sapere

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Molte persone che ci seguono sono piene di dubbi o preconcetti errati riguardo il fare business su Internet.

Ad esempio molti vedono Internet come una opportunità per cambiare le cose. Pochi però fanno i conti con cosa occorra davvero perché questo succeda.

Per questo ho scritto questo articolo, in modo che se anche tu stai cercando di capirci di più sul business su Internet, tu possa trovare spunti utili su cui riflettere.

Iniziamo dal principio.

Iniziare un business su Internet oggi è possibile e mediamente meno rischioso di qualsiasi altra attività.

Non solo: è molto, molto più economico della maggior parte delle attività imprenditoriali.

Ma attenzione: economico non significa gratis. Meno rischioso non significa esente da rischi.

Su Internet, come nel mondo reale, creare business di successo non è facile.

E’ rischiesto un mix di molte abilità: dalla determinazione alla perseveranza (provare tante strade diverse senza fermarsi mai) e naturalmente competenza.

Ad esempio tra i clienti di Acquisire Clienti Club ci sono casi di tutti i tipi.

Da grandi imprenditori “offline” che con corsi da 147 euro hanno costruito oggi business da diversi milioni all’anno di fatturato, in pochi anni.

A persone che hanno completamente cambiato la loro attività: arrivando a guadagnare cifre a 6 zeri all’anno.

A persone che hanno acquistato decine di corsi da tutti i fornitori possibili, e non hanno realizzato nulla.

Inutile dire che la terza è, purtroppo, molto affollata.

Il punto è questo: se stai pensando di creare un business su Internet, devi essere consapevole di una serie di cose. Ed è bene tu ne sia consapevole fin dall’inizio.

Ad esempio: non è detto che la tua idea funzioni.

Anzi: è molto probabile che, come l’hai pensata ora, NON funzioni. Io stesso, quasi sempre, mi ritrovo a generare profitti in modi totalmente differente da come avevo immaginato all’inizio.

Questo accadrà, con ogni probabilità, anche a te

Senza una buona base formativa sui sistemi di acquisizione clienti sarà molto difficile (o quasi impossibile) ottenere risultati positivi.

Anzi: per essere completi, ANCHE con una buona base formativa non sarà facile ottenere risultati positivi.

La differenza tra i due casi è che nel secondo avrai la possibilità di capire quale processo non funziona, e poi correggere la rotta

Per creare un business su Internet non serve solo tempo e buona volontà: serve anche denaro.

Attenzione: serve mediamente MENO denaro di qualsiasi attività tu voglia fare offline. Ma i soldi ci vogliono.

I soldi ci vogliono per la formazione (che non finisce mai).

TU puoi acquistare il corso più completo e perfetto di questo mondo, ma avrai sempre bisogno di approfondire degli aspetti.

Certo iniziare con un corso già completo è una cosa consigliabile. Ma in ogni caso, man mano che avanza la tua esperienza, cambieranno le tue esigenze e avrai necessità di imparare cose nuove. Io stesso non smetto mai di formarmi

I soldi ci vogliono per i test.

Perché non credere che tu inizi un’attività, e questa va bene come l’hai progettata al primo colpo. Può accadere, ma è improbabile. Di solito l’attività va “modificata” a seconda della risposta del mercato, il che comporta costi di sviluppo e promozionali.

I soldi ci vogliono per la parte tecnica.

Molti fanno l’errore di pensare: “la parte tecnica la imparo io e me la faccio io”.
Io personalmente non conosco nessuno che supera il milione di euro di fatturato annuo che fa le cose in questo modo.

Quelli bravi possono arrivare a fatturati a 6 zeri, ma sono delle mosche bianche (e ci hanno messo anni e anni).

Invece, se vuoi fare sul serio, devi sapere che come nel mondo vero hai dei costi (macchinari, location, ufficio, etc.)… nel mondo Internet tali costi esistono, e sono l’infrastruttura tecnologica.

In passato qualche cliente ci ha chiesto se dentro i nostri corsi avremmo inserito nozioni tecniche del tipo “come costruire una pagina web”, “come collegare un autoresponder ad una pagina web”, etc. etc.

Beh, non solo non lo facciamo, ma crediamo fermamente che questo approccio del “faccio tutto io” sia errato, pertanto lo sconsigliamo vivamente.

E’ un approccio che, se ce l’hai, devi toglierti subito.

Quando acquisti un corso di marketing, ricorda che non può essere l’UNICO acquisto che farai per la tua attività. Ci vorrano dei soldi per la parte tecnica. Dei soldi per la pubblicità. Etc. etc.

E comunque, facendo la somma, sarà sempre meno l’investimento per una attività online dalle ottime probabiltà di riuscita, da quelli che useresti per una attività offline con le stesse probabilità di riuscita. E questo lo dico per esperienza personale diretta

Per tutti questi motivi, creare un busienss su Internet, esattamente come crearlo offline, NON è per tutti.

E se stai pensando di acquistare un corso sui sistemi di acquisizione clienti, ricordati che quello sarà uno degli strumenti che ti servirà per ottenere risultati.

Ma non potrà essere l’unico.

Con questo spero di averti dato spunti utili di riflessione sull’argomento “iniziare un business su Internet”.

Se hai domande o dubbi su quanto detto, scrivi pure un commento.

 


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Quando inizi un business online… meglio promuoversi con strategie gratuite o usare il PPC?

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La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo Internet ben presto scoprono che esistono strategie a pagamento e strategie gratuite per generare traffico e promuoversi.

Abbiamo parlato ampiamente di entrambe all’interno dei nostri AC Leaks 

Una delle domande che mi fanno più spesso è questa:

“Giulio, tu cosa mi consigli? Meglio investire denaro in pubblicità o investire tempo nello sviluppo di strategie gratuite?”

Su questo punto ho una idea personale ben precisa, anche se purtroppo la mia risposta è spesso esattamente l’opposto di quanto molti vorrebbero sentirsi dire.

Ovvero: “Inizia con strategie a pagamento. Solo dopo , E SOLO SE IL TUO MERCATO TE LO CONSENTE, puoi passare ad usare strategie gratuite”.

Di solito quando do questa risposta le persone storcono il naso.

In effetti verrebbe da pensare il contrario: all’inizio, non sai ancora se il business funziona e vorresti rischiare il meno possibile.

Questo è vero, tuttavia c’è una contro indicazione a questo approccio prudente: la (mancanza) di velocità di tali strategie.

Infatti a meno di usare la strategia delle partnership in modo ben strutturato (come spiegato in SAC), quasi tutte le strategie di traffico gratuite hanno un problema.

Sono lente: dannatamente lente.

Questo è un problema ancora più sentito oggi, in periodo di crisi, dove i mercati che funzionano bene sono molto pochi, e spesso hai bisogno di provarne diversi prima di trovare qualcosa di davvero promettente.

Con le strategie gratuite prima di capire se il business dove sei entrato ha un senso o meno, rischi davvero che passi troppo tempo, e che qualcun altro prenda il posto che speravi di prendere tu.

Invece se c’è una cosa che ho imparato (sulla mia pelle) nel creare startup su Internet è questa: è importante essere veloci.

Soprattuto all’inizio è opportuno raccogliere più dati possibili dal mercato. E per farlo non vuoi metterci mesi, meglio metterci settimane, o giorni.

Per questo motivo vedo il PPC come UNICA strategia di breve – medio periodo.

In seguito, SOLO se il tuo mercato lo permette o è adatto (vedi sotto), può avere senso iniziare ad affiancare una strategia di traffico gratuita, che fa leva sull’esperienza creata con il PPC (strategie virali, SEO e così via).

Ma qui voglio aggiungere un tassello importante al mio modo di fare le cose.

Dalla mia esperienza ho visto questo: salvo alcune nicchie “massive”, quasi sempre, al di là di casi particolari, un business che ha delle ambizioni “serie” non può vivere di sole parole chiave.

Quello che intendo dire è che se vuoi fare numeri seri (milioni), prima o poi dovrai inevitabilmente staccarti dal traffico delle parole chiave e finire sul pubblico “display”. E per fare questo, l’unica è usare il PPC

Tuttavia, se hai la fortuna di essere in una nicchia dove il traffico da key non manca (come nel caso di Iphone, tecnologie e cose di questo tipo), allora in quel caso potrai sicuramente affiancare al PPC, per il lungo periodo, anche una strategia Seo.

Per completezza: esiste qualche caso in cui la strategia SEO è l’unica percorribile: è il caso delle piattaforme che intendono vivere di pubblicità (come le riviste online). Ma a parte questo e altri pochi casi, puoi partire quasi sempre di PPC

Se vuoi condividere la tua esperienza sull’argomento, lascia pure un commento qui.


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Club Internet Business Vincente: strumento contro la crisi?

Scritto da in Internet Business, Internet Business Vincente | 4 commenti


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Ciao,

durante il lancio del Club Internet Business Vincente (che apre le porte MARTEDI’ 2 DICEMBRE 2008 alle ore 17.00, per una sola settimana), abbiamo ricevuto un commento che mi ha molto colpito, di un certo Roberto, una persona in una situazione che io ho vissuto in prima persona qualche anno fa, e che quindi capisco molto bene.

Commentava il fatto che l’accesso al club IBV (per sapere cos’è nel dettaglio puoi leggere la lettera di presentazione, qui) costa 97 o 197 euro al mese a seconda del livello di iscrizione (ed è pure un prezzo scontato!).

Il commento lo trovi sul blog marketing vincente, ma te lo riporto anche qui.

Roberto dice:

“Ma i telegiornali li vedete?I quotidiani li leggete.La gente è tutta a casa in cassa integrazione compreso io.E credete che io spenda 97€ per darli a voi per una cosa che non so nemmeno di cosa si tratta,sembra un segreto della nasa,io ho una famiglia a cui pensare e di certo non do soldi a voi se lo fate gratis si altrimenti mi cancello da tutto.Tanto i vostri ebook si trovano gratis da per tutto perché dovrei pagarli”

Ecco la mia risposta:

Nei momenti di crisi le aziende vendono meno, e i lavoratori sono a casa.

Come fare a risolvere il problema?

Ci sono fondamentalmente due strade:

1) Sperare in tempi migliori, e ridurre le proprie spese aziendali e personali (ma è una strada che mette la responsabilità della propria azienda all’esterno da noi, oltre che essere una strada “triste” da percorrere).

2) Rinforzare ciò che, in azienda, fa portare i profitti: cioè il MARKETING (sul business attuale, o su nuove aree di business).

Nei tempi di crisi infatti aumenta sempre di più il divario tra l’imprenditore che scommette sulla sua azienda in modo ANCORA più forte di quanto facesse prima, MIGLIORANDO il suo marketing e…

l’imprenditore che invece si lascia condizionare dal “bombardamento” dei media e dalla difficoltà oggettive della situazione.

Cosa accade?

Che l’imprenditore che ci ha creduto dapprima PAREGGIA (migliorando le prestazioni) l’effetto della crisi, e successivamente VA ANCORA MEGLIO DI PRIMA.

Il motivo è presto detto: I COSTI PUBBLICITARI, IN PERIODI DI CRISI, DIMINUISCONO (infatti AdWords costa mediamente meno, perché i concorrenti “meno abili” che prima stavano dentro in pareggio, oggi escono).

Insomma: meno persone che comprano, ma anche MENO concorrenti.

Quando riesci a migliorare il tuo marketing, vai a prendere quei clienti che NON HANNO PROBLEMI DI CRISI, quindi mediamente più facoltosi, che creano pochi problemi e che sono un valore ANCORA MAGGIORE per la tua azienda, soprattutto in ottica futura.

Personalmente io, come Marketer, la crisi la vedo principalmente al telegiornale (che comunque guardo poco, proprio per evitare di farmi condizionare da una mentalità di “allarme” e “ristrettezza”).

Oggi le mie campagne sono ancora competitive, così come quelle dei miei clienti, chi più chi meno.

Certo, un calo c’è in alcuni settori, ma c’è anche un calo dei costi pubblcitari e più opportunità di business dovute a minor concorrenza.

Quindi, se riesci a coglierle, la crisi dà anche molte opportunità.

Insomma l’effetto complessivo è neutro o positivo per chi, come me, investe molto in marketing e scommette su nuove aree di business.

La stessa scommessa che faranno tutti gli iscritti al Club dell’internet business vincente, sia livello ARGENTO che, sopratutto, livello ORO.

Detto questo ti faccio i miei più sentiti auguri per la tua cassa integrazione.

E’ una situazione difficile, e io sono passato in qualcosa di simile (forse anche peggio, puoi capire di cosa parlo vedendo questo video).

E sai come ne sono uscito? Mi ricordo benissimo.

Ho acquistato un ebook di marketing su internet, in america. Avrò speso 100 o 200 dollari di diversi anni fa, per me era una cifra enorme all’epoca.

Ma è stato l’inizio di una grande svolta (non che lì dentro ci fosse tutto quello che mi serviva come oggi all’interno del Club IBV, ma è stato l’inizio!).

Per cui posso dirti questo: se ti metti d’impegno e ti dai da fare vedrai che ne esci più che vincitore da questa situazione, crisi o non crisi.

Riguardo il fatto che gli ebook e in generale le nostre informazioni si trovano gratis, ti posso rassicurare su questo: il materiale all’interno del Club non si trova gratis, anche perché è inedito (a meno che non mi abbia fatto uno scherzo Nicola, ma dubito!).

Forse gratis trovi solo cose vecchie e non aggiornate, e comunque non ciò che trovi dentro il Club.

Ancora in bocca al lupo, e a presto!

Ho deciso di scrivere questo articolo perché nella mia personalissima esperienza c’è stato un solo modo per uscire dalla crisi: potenziare il proprio marketing.

E l’opportunità oggi c’è per tutti gli imprenditori e i consulenti, e a costi accessibili, con il club dell’internet business vincente.

Per accedere, leggi la lettera di presentazione, qui.

A presto


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Marketing Esplosivo: La semplice strategia che uso per far realizzare velocemente risultati positivi in un Internet Business Vincente.

Scritto da in Acquisizione Clienti, Internet Business, Internet Business Vincente, Marketing Esplosivo | 30 commenti


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Ciao, in questo video trovi i 3 semplici passi che ogni Internet Business Vincente dovrebbe avere.

Puoi vederli nel video (c’è anche una breve introduzione della mia storia, spero di non annoiarti ;) ).

Nota bene:
Il video dura 20 minuti.
So già che forse non hai tutto questo tempo ;)

Così ho pensato di metterti a disposizione le slide in PDF. Puoi scaricarle qui, cliccando il TASTO DESTRO del mouse e selezionando “Salva con Nome”
Unico inconveniente: nelle slide vedi solo il modello, senza spiegazione, e può risultare un po’ “povero” e poco comprensibile.

E ora, ecco il video:


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AdWords: Testare il proprio Business prima di investire

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La settimana scorsa l’ennesimo cliente mi ha chiesto: "Ma secondo lei se pubblicizzassi il mio Business online quanto potrei vendere?".

Gli ho spiegato che questo tipo di calcoli sono molto difficili, in quanto esiste un’altissima variabilità dei risultati.

Tuttavia attraverso AdWords (e internet in generale) è sempre possibile testare un business PRIMA di investirci pesantemente del denaro.

E’ quello che abbiamo fatto io e il mio amico Marco De Veglia quando ci siamo chiesti se un servizio di rivendita di prodotti per animali trovato negli stati uniti avrebbe avuto successo in Italia.

Per fare la prova abbiamo creato una squeeze page (ispirata molto molto da vicino al sito americano) con specificato prezzo del prodotto e le 2 principali caratteristiche.

Chi era interessato avrebbe dovuto lasciare l’email.

Confrontando poi le statistiche medie di opt-in in una pagina normale e le statistiche trovate in quel caso abbiamo capito che il business non era profittevole e abbiamo risparmiato un bel po’ di soldini.

Oggi con un investimento contenuto è possibile fare questo tipo di test ad alta affidabilità, a dimostrazione ancora una volta che il business online è un business vincente anche per il fatto che si possono testare nuove idee rapidamente e con pochissimo investimento


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