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Email Marketing: meglio inviare tante email o poche email? Ecco una possibile idea.

Di recente ho avuto modo di discutere con un ottimo imprenditore Italiano riguardo l’eamil marketing, creatore di una piattaforma di altissimo livello completamente in Italiano (non faccio nomi per ora).

L’ho conosciuto perché mi aveva ascoltato al SEO Web Marketing Experience, dove ho fatto un intervento proprio su quell’argomento, e ne è nata una bella discussione su come comunicare ad una mailing list.

Ecco le due posizioni.

La sua era: punta tutto sull’automazione, e invia poche email (ma buone)

Il suo concetto è questo: oggi le persone sono invase da email di tutti i tipi. Meno ne ricevono da parte tua, meglio è.

Piuttosto crea sistemi automatici che identificano il comportamento del cliente, e manda quindi email solo a chi è veramente interessato su un argomento

Ad esempio: mandi una email che parla di marketing?

Puoi verificare se qualcuno APRE quell’email, e poi inviare una successiva email solo su quell’argomento.

Teoricamente questo è l’approccio più “pulito” e il miglior compromesso rendimento risultato.

La mia posizione invece è differente.

Personalmente eseguo test di email marketing da diversi anni.

Quando dico test, intendo che provo cose anche drasticamente differenti. Se sei iscritto alla mia mailing list te ne sarai accorto.

Ad esempio può accadere che per un periodo di 2, anche 3 settimane io invii solo “offerte” alle mailing list che gestisco

Viceversa è accaduto che io mandi soltanto articoli informativi.
E poi… tutto quello che sta nel mezzo.

Ho avuto anche modo di provare cosa mi ha suggerito l’amico imprenditore, e ho valutato i risultati numero alla mano, attraverso la piattaforma getresponse.

Ecco cosa ho capito (anche se lungi da me l’idea di avere l’unica soluzion possibile in mano).

Dopo tutti questi test, il mio orientamento attuale (che ti consiglio) è questo:

1) In generale più email invii, più la lista diventa profittevole.

Questa è una regola generale, tuttavia possono esserci eccezioni come nel caso dell’infobusiness e dei “lanci”, dove bastano poche email per generare profitto.

Guardando il dietro le quinte di vari modelli differenti tuttavia, mi pare evidente che chi invia molto ottiene mediamente più visite (e quindi mediamente più vendite) rispetto a chi manda email meno di frequente

Questo è vero anche se visto su periodi lunghi, di 2 o 3 anni.

2) L’automazione è decisamente utile, ma ne vale la pena solo sui grandi numeri

Su questo ho fatto un test ben preciso: con un’email aperta da 10mila persone, ha senso creare un “follow up automatico” che poi “segua” solo chi ha aperto.

Su un’email cliccata solo da 1000 persone inve i numeri (che descrescono all’invio di ogni email successiva) rischiano di essere troppo bassi e non portare alcun risultato.

3) Una email al giorno disturba? Ecco come (in parte) evitarlo

Oggi il rischio di essere percepito come un “disturbatore”, inviando una email al giorno, è ancora presente.

Tuttavia è più basso di quanto non fosse qualche anno fa.

Infatti qualche anno fa era raro ricevere una email al giorno

Oggi molte piattaforme inviano una email al giorno, anche automatiche (basti pensare a Groupon, o ai portali di lead generation)

Pertanto il problema non è più “il numero di email”. Quanto CHE COSA invii.

Ovviamente inviando una email al giorno la qualità tende ad abbassarsi, e questo è indubbiamente vero, con tutta la buona volontà che un’azienda può metterci.

Tuttavia ciò che noto è che oggi, chi è iscritto ad una newsletter, usa un approccio differente rispetto a qualche anno fa

Una volta leggeva tutte le email che mandavi, o quasi.

Oggi tende ad accumulare le email, e “scorrerne” i titoli velocemente, come se i titoli fossero annunci pubblicitari in una campagna pay per click

Me ne accorgo dalle grandi differenze in temrini di open rate che ricevono le email che invio

Se questo è vero, può aiutare inserire nel titolo un “richiamo chiaro” sull’argomento di cui l’email parla

Ad esempio: lanci un prodotto?

L’email potrebbe chiamarsi “nome prodotto – titolo email”

Esempio: “AC Leaks – Novità del momento”

In questo modo nell’ottica “scorro i titoli” stai “chiamando” il pubblico giusto, e implicitamente stai dicendo agli altri che, se non sono interessati, possono non aprire l’email.

Ma, poiché la invii a tutti, hai più probabilità di vendere il tuo prodotto.

Naturalmente ci saranno sempre persone a cui non farà piacere ricevere una email al giorno

Ma il mercato, da quanto posso vedere, sta andando in quella direzione

Se hai domande o contributi, lascia pure il tuo commento.


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