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E’ sempre difficile dire chi “si è”.

Così in questa sezione dico cosa ho fatto, in cosa credo, e di cosa sono appassionato.

Questo nella speranza di poterti aiutare a capire “chi sono”.

Ho diviso questa sezione in 3 sotto parti.

  • credenze e valori
  • miei pensieri sul marketing
  • miei pensieri sulla socialità

Credenze e valori

Posso iniziare dicendo di essere laureato in Economia e Commercio (Brescia).

Oggi vivo in Svizzera, sono felicemente sposato, sono padre di tre bambini e sono un “credente” nelle metodologia di crescita e di efficacia personale, di cui sono stato cliente ripetuto.

Per questa mia “passione” oggi conosco dal vivo quasi tutti i maggiori player in Italia su questo argomento, e di molti sono stato cliente prima e consulente di acquisizione clienti poi.

Posso dire che è un mercato che conosco molto bene.

Da questi percorsi ho sicuramente imparato tanto, tra cui che chi “vende” tali metodologie nel 90% ha più bisogno lui di quello che insegna rispetto a quanto ne hanno bisogno i suoi clienti.

Ovviamente ci sono poche (belle) eccezioni. Ma trovarle non è facile.

Io personalmente li conto sulle dita di una mano.

Questo è dovuto al fatto che solo in pochi casi chi è veramente bravo a insegnare è anche bravo a promuoversi (ne parlavo qui).

Questa abitudine di “insegnare ciò che non si fa” tra l’altro è una cosa che vedo accadere in molti ambiti, ma MAI con la frequenza su cui si vede negli ambiti : “crescita personale, marketing e “fare soldi su Internet”.

L’ultimo settore poi, quello del “marketing / fare soldi su Internet” è l’apoteosi (in negativo) da questo punto di vista.

Infatti personalmente non mi piace il modo di fare legato alla vendita “dell’opportunità di fare soldi online”.

Non perché non sia valida in sè (io stesso ho aderito a diversi programmi di questo tipo, e alcuni hanno fatto la differenza in positivo).

Piuttosto invece per il modo in cui è promossa, soprattutto in Italia: spesso con informazioni fuorvianti e talvolta anche scorrette, e nella maggior parte dei casi da persone che hanno esperienza zero in quanto dicono (hanno informazioni, non esperienza).

Per uno come me che crede soprattutto nel valore della trasparenza, con se stessi e con gli altri, questo non è accettabile.

E ciò anche in ragione del fatto che credo nell’esistenza di un “ordine universale” (talvolta difficile da comprendere, ma comunque presente).

Per lo stesso motivo non approvo (ma comprendo) il modello di persone “mi lamento perché qualcun altro ha fatto si che io mi trovassi in questa situazione”.

Lo capisco, perché un tempo la pensavo anch’io così.

Non lo approvo, perché da tempo ormai NON la penso più così.

A livello personale credo anche che tutto ciò che hai, sia dovuto dalla somma di tutto ciò che hai fatto o hai pensato (“fortuna” compresa).

Per questo credo che la coerenza con se stessi e con ciò in cui credi sia un valore importante.

D’altra parte credo che non esiste una coerenza assoluta al 100% nonostante l’impegno che ci puoi mettere. Non conosco nessuno (me compreso) che ce l’ha mai fatta in questo arduo compito.

Non fosse altro per il fatto che le idee non sono sempre chiare.

In più cambiano e si evolvono di continuo.

E le azioni seguono con una certa distanza le prese di posizione a livello di idea.

In altre parole: sbagliare è “normale”, ed è tipico di chi fa le cose.

Io lo considero anche preferibile (rispetto a chi giudica e si lamenta senza fare niente).

Per questo motivo tendo a diffidare dei prototipi di uomini e donne “io non sbaglio”.

E anche di quelli “io ti insegno”.

Mi piace “io ti insegno la mia esperienza”. Non mi piace “io ti insegno la mia verità”.

La differenza è sottile, ma c’è.

E su Internet di guru della verità assoluta che vivono dei propri “seguiti” ce ne sono fin troppi.

I miei pensieri sul marketing

Nonostante io faccia marketing per lavoro, non mi piace l’idea della “manipolazione”.

Per questo tutto il marketing che produco è basato sul concetto di verità e verificabilità.

Non è sempre facile rispettare questo codice visto che nel marketing la comunicazione è caratterizzata dal porsi “sul limite”.

Ma cerco sempre, sia quando lavoro per me che per i partner, di non superare questo limite.

Sono famoso come “rompiscatole” per aver bocciato alcuni progetti “sure winner” con alcuni partner, perché si basavno su una comunicazione troppo spinta.

Non ti nascondo che oggi alcuni partner prima di lanciare un progetto pensano “speriamo che Marsala non rompa le scatole”.

Sempre su questo argomento, forse può aiutarti a capire chi sono la mia personalissima definizione di marketing.

Cos’è per me il marketing?

In poche parole: far acquistare i decisi e aiutare gli indecisi a prendere una decisione.

Ma non spingere chi non vuole qualcosa ad acquistarlo basandosi su informazioni non corrette.

I miei pensieri sulla società

Non potevo non completare il quadro dicendo cosa ne penso della società in cui viviamo.

Iniziamo dal dire una cosa.

Per me gli uomini e le donne NON sono tutti uguali.

Non nascono tutti uguali (=dato di fatto), non meritano tutti le stesse cose per ciò che fanno nella loro vita (visto che fanno cose totalmente diverse).

Tuttavia credo anche che TUTTI hanno la possibilità, più o meno in egual maniera, di trasformare la propria realtà NELLA DIREZIONE di ciò che vogliono.

“Andare nella direzione” significa che se uno nasce povero, può andare nella direzione di essere ricco.

Arrivarci o meno è un’altra cosa: ma avvicinarsi è “inevitabile” per chi si impegna.

Avere soddisfazioni anche.

Impegnarsi vuol dire istruirsi, rischiare, e (spesso) sbagliare.

Ma poi ripartire.

Per questo motivo non sono oggi un fan dei programmi di assistenzialismo.

Non sono un fan della “disoccupazione”, della “cassa integrazione” e di tutti gli ammortizzatori sociali NEL MODO in cui vengono dati.

Attenzione: non dico che non siano utili come concetto.

Ma non li trovo utili quando non sono “sani” (come accade qui in Svizzera ad esempio, dove ci sono vari casi di Italiani che arrivano in Svizzera e mettono in atto una strategia SOLO PER godere per anche un anno dell’indennitò di disoccupazione).

La logica invece è diversa: io ti “ammortizzo” per darti il tempo di trovare qualcosa di buono.

Non perché tu possa “vivere” degli ammortizzatori.

Per gli stessi motivi non sono un fan delle tasse a favore delle classi più povere (come se il loro stato di povertà fosse una “cattiveria del destino”, cosa che non credo).

Non sono un fan di Robin Hood (che a mio parere è un modello diseducativo).

Ovviamente per gli stessi motivi non credo nel luogo comune “tutti i ricchi rubano”.

Ma capisco che “molti ricchi rubano” (purtroppo).
Così come molti “poveri” rubano (ma fanno meno notizia).

Sono invece un fan dell’educazione.

Credo che il miglior sussidio sociale sia dare alle persone la possibilità di capire come funziona il mondo, di scegliere e…

… di istruirsi.

Questo è il miglior sussudio che uno stato potrebbe dare a chi è in difficoltà, ma per motivi politici non da.

Credo che nella società di domani ci sia (purtroppo) sempre meno spazio per i giovani e i lavori tradizionali.

Credo che più andremo avanti, più vincerà l’azienda più forte (a livello di marketing e di investimenti) e che ci saranno sempre meno player che si mangeranno la concorrenza.

E’ la realtà del “first take all” (vedi Google, Amazon e co).

NON è una realtà che mi piace.

Ma pare che sia la realtà, e quindi, come ho detto altrove, ha un suo senso.

L’unica cosa che possiamo fare è ADEGUARCI a questa realtà e questo trend, e agire di conseguenza.

Non andare a “lamentarci” per il governo che non ci aiuta.

Non aspettare la manna dal cielo.

Ma guardare in faccia la realtà, e agire.

La mia ricetta è farlo rafforzando il “muscolo del marketing” e colpire il “grande” dove non può andare (vedi strategie “laser” sul branding).

Ricette di terzi (purché dimostrate dai fatti e non da chi predica bene e razzola male) sono sempre bene accette dal sottoscritto.


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